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Dhimmi
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Un mwawdhimmi (mwbain arabo ذميmwbq?, collettivo: mwbgmwbwأهل الذمة, mwcaahl al-dhimma, "Gente della mwcqdhimma", mwcgLingua turca mwcwzimmi) era un suddito non-mwdamusulmano di uno mwdqStato islamico, vale a dire governato dalla mwdgmwdwshari'a, la legge mweaislamica. Con mweqdhimma si intende anche il "patto di protezione" eventualmente contratto tra non musulmani e un'autorità di governo musulmana.
Lo status di mwewdhimmi era in origine riferito solo allmwfa'mwfqmwfgAhl al-Kitab ("Gente del Libro"), cioè mwfwebrei e mwgacristiani, ma in seguito anche mwgqzoroastriani, mwggmandei e infine agli mwgwindù, ai mwhasikh e ai mwhqbuddhisti. I mwhgdhimmi godevano di maggiori diritti rispetto ad altri soggetti non-musulmani, ma di minori diritti legali e sociali dei mwhwmusulmani.cite-ref-1[1]
Lo status di mwjqdhimmi venne applicato a milioni di persone vissute tra l'mwjgOceano Atlantico e l'mwjwIndia dal mwkaVII secolo all'epoca moderna. Nel tempo, molti si convertirono all'Islam. Molte conversioni furono volontarie e motivate da diverse ragioni, ma le conversioni forzate giocarono un ruolo crescente soprattutto dal mwkqXII secolo sotto gli mwkgAlmohadi nel mwkwMaghreb, in mwlaPersia e in mwlqEgitto, dove il Cristianesimo mwlgcopto era ancora la religione numericamente dominante. Un'altra fonte della legislazione sui cristiani è il cosiddetto mwlwPatto di Omar.cite-ref-2[2]
Contents
• Note
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Trattamento dei dhimmi
Ai mwoadhimmi era concesso di praticare la propria religione, soggetti a certe condizioni, e di godere di una certa autonomia. Era loro permessa la sicurezza personale e la conservazione della proprietà a patto di ricevere un consistente tributo e il riconoscimento della supremazia e superiorità musulmana che aveva anche il diritto di umiliare il dhimmi in ogni modo. Dal punto di vista del conquistatore musulmano era la prova concreta della soggezione del mwoqdhimmi. Alcune restrizioni e incapacità legali riguardavano i mwogdhimmi, come ad esempio la proibizione di portare armi,andare a cavallo, camminare al centro della strada o costruire case più alte di quelle di un musulmano.
Il primo islam non sembrò animato da uno spirito vessatorio nei confronti dei non musulmani. Lo dimostrano le cospicue eccezioni alla dottrina islamica che si riscontrarono in questo periodo. Ad esempio, il mwpacaliffo mwpqʿUmar ibn al-Khaṭṭāb - cui si attribuisce il cosiddetto "Patto di ʿOmar", decisamente discriminatorio verso i mwpgdhimmi - affidò il comando delle truppe mwpwarabo-mwqaislamiche dei mwqqBanu Quda'a a un arabo cristiano: ʿAdī b. Aws b. Jābir, capo del gruppo tribale dei mwqgKalb, per le operazioni di conquista della Siria cristiano-bizantina, concedendogli forse persino una moglie musulmanacite-ref-3[3]. Per contro, il califfo si rese responsabile anche di alcune persecuzioni di cristiani, come il martirio dei 60 soldati di Gaza. Il primo califfo mwrwomayyade mwsaMu'awiya ibn Abi Sufyan assoldò come sua truppa scelta di cavalleria, impegnato con efficacia anche in operazioni di polizia contro gli oppositori musulmani del califfo, il corpo dei cosiddetti mwsqmwsgasāwira (dal mwswpersiano mwtaasvār, che significa "cavalieri"), composto esclusivamente da soldati iranici di fede mwtqzoroastriana.cite-ref-4[4]
Pur riconoscendo lo status d'inferiorità cui i mwuwdhimmi erano sottoposti nei territori musulmani, mwvaBernard Lewis nota che sotto molti aspetti la loro posizione era "molto più facile di quella dei non cristiani o anche dei cristiani eretici nell'Europa medievale"cite-ref-lewis-5-0[5]cite-ref-6[6]. Ad esempio, i mwxqdhimmi non dovevano convertirsi alla religione dei loro dominatori, in applicazione del passaggio mwxgcoranico (mwxwCor., II: 257) che afferma: "non vi sia costrizione nella fede" (mwyalā ikrāh fī al-dīn). Erano inoltre liberi, entro certi limiti, di scegliere mestiere e residenza. In generale, l'atteggiamento dei musulmani nei confronti dei mwyqdhimmi era di disprezzo piuttosto che di odio, paura o invidia, e raramente si esprimeva in toni etnici o razziali.cite-ref-7[7] Questa cosiddetta "facilitazione" derivava soprattutto dal fatto che il dhimmi era fonte di guadagno in quanto pagava il salato tributo sulla propria religione.
Sviluppo della dhimma nel primo Islam
Condizioni di pace
Allorché i primi musulmani avviarono le loro conquiste, imposero condizioni di resa ad alcuni popoli sconfitti:
«Prima di attaccare egli (Maometto) offrì loro tre alternative - la conversione, il pagamento di un tributo, o combattere con la spada. Se non sceglievano la conversione concludevano un trattato anziché il combattimento o dopo di esso, stabilente le condizioni di resa per i cristiani o gli ebrei - i soli non musulmani cui era allora concesso conservare la propria religione. Termini di questi trattati erano simili e imponevano ai dhimmi alcuni obblighi.»
(Courbage and Fargues (1995), p. 2)
Un precedente classico della mwbadhimma fu un'intesa tra mwbqMaometto e gli ebrei di mwbgKhaybar, un'oasi nel Wadī al-Qurā, a settentrione di mwcaMedina. mwcqKhaybar fu il primo territorio attaccato e conquistato dalla mwcgmwcwUmma governata da Maometto. Quando gli ebrei di Khaybar si arresero dopo l'assedio musulmano, il Profeta concesse loro di restare in loco, in cambio della cessione annuale ai musulmani di metà dei loro prodotti. L'episodio di Khaybar funse più tardi da precedente per gli studiosi musulmani allorché discussero la questione della mwdadhimma, anche se va detto che il secondo mwdqcaliffo mwdgʿOmar ibn al-Khaṭṭāb cacciò poi gli ebrei dall'oasi.
Precedenti bizantini
Nel IX secolo lo storico musulmano mweqBaladhuri tracciò alcuni parallelismi tra la mwegdhimma e la legislazione bizantina, scrivendo che gli ebrei erano stati i mwewdhimmi dei cristiani.cite-ref-8[8] Alcuni storici moderni concordano che la legislazione discriminatoria contro gli ebrei e i cristiani non mwgamelchiti nell'mwgqImpero bizantino, e quella contro gli ebrei e i cristiani nell'mwggImpero sasanide persiano, furono usate come fonti ispiratrici per regolarsi coi mwgwdhimmi. Tuttavia i giuristi islamici non hanno mai rimandato a queste fonti.cite-ref-9[9] Numerose norme del mwiacodice Teodosiano del 438 e del mwiqcodice Giustiniano del 529 sembrano essere migrate nella mwigShari'a praticamente intatte. Sotto il dominio bizantino, gli ebrei erano obbligati a pregare a bassa voce; le loro preghiere non dovevano essere udite nelle chiese accanto. Costruire o riparare sinagoghe era praticamente proibito, a meno di un rischio di crollo e comunque dietro permesso. Gli ebrei erano banditi dai pubblici uffici e dall'esercito. Non potevano criticare il mwiwCristianesimo, sposarsi con cristiani,cite-ref-10[10] o possedere uno schiavo cristiano. Inoltre, gli ebrei pagavano tasse particolari, forse precorritrici della mwkamwkqjizya. Tali norme, giustificate da alcuni mwkgmwkwḥadīth - modificate in peggio per certi aspetti, nota Bat Ye'or - furono imposte ai cristiani a seguito di mwladhimma, allorché i territori bizantini furono occupati dai musulmani.cite-ref-11[11]
Testi rilevanti
Corano IX:29
«"Combatti coloro che non credono in Dio né nel Giorno del Giudizio, né ritengono vietato ciò che è stato proibito da Dio e dal suo Messaggero, né riconoscono la religione della Verità, (anche se sono) del Popolo del Libro, finché non paghino la
jizya
accettando di sottomettersi, e si sentono sottomessi (in
arabo
صاغرون
,
ṣāghirūn
)."
.»
(Corano, IX, 29)
La parola araba mwqaṣāghirūn (pl. di mwqqsāghir), che appare alla fine del versetto 29 della mwqgsūra IXcite-ref-wehr1976-515-14-0[14],cite-ref-15[15] fu usata per giustificare l'imposizione del tributo. Il passo può essere tradotto in termini leggermente differenti, come 'sentirsi sottomessi', 'essere portati in basso', 'essere in stato di soggezione'. Wehr traduce la parola mwswsāghir con "basso, minore, disprezzato, disprezzabile; umiliato, docile, avvilito; sottomesso, servile; soggetto."cite-ref-16[16]
mwuqClaude Cahen ricorda come la parola mwugṣāghirūn sembri dover essere interpretata come il mostrare accettazione da parte del "sottomesso all'Islam o, meglio, come membro di una classe inferiore", accettazione confermata dal pagamento della mwuwmwvajizya "ancor più della necessità di una procedura umiliante, che i rigoristi più tardi affermeranno essere espressa nel passo". Cahen cita il riferimento a "ben conosciuti esempi di persone in vista o arabi che si rifiutavano, benché cristiani, di pagare la mwvqjizya."cite-ref-17[17] Tuttavia, le cronache antiche registrarono numerosi casi in cui il testatico veniva estorto sotto tortura.cite-ref-18[18]
Lewis specifica che i giuristi più antichi erano più umani e pragmatici verso i mwxwdhimmi di quanto non furono quelli di epoche in cui l'Islam non era più in espansione.cite-ref-lewis-1984-p-15-19-0[19] Se al-Zamakhsharī - autore del mwzaKashshāf, noto commento coranico dell'XI secolo - fornisce una procedura assai umiliante di esazione della mwzqjizya (vedi oltre la sezione "Umiliazione" per una raccolta di citazioni), il giurista dell'VIII secolo Abū ʿUbayd, autore di un classico trattato sulla tassazione, insiste che i mwzgdhimmi non devono essere gravati oltre le loro capacità o fatti soffrire. Il famoso giurista mwzwAbū Yūsuf, anch'egli dell'VIII secolo, è pure contrario alla procedura umiliante del pretendere la mw0ajizya, e dunque mw0qa contrario ne dà prova concreta della modalità. Afferma: "Nessun appartenente al Popolo del Libro dovrebbe essere picchiato per estorcergli il pagamento della mw0gjizya, né essere esposto sotto il sole bollente, né dovrebbero essere inflitti sul suo corpo oggetti odiosi o cose simili. Meglio sarebbe che fosse trattato con moderatezza". Abū Yūsuf tuttavia ribadiva che la specifica tassa doveva essere esatta ai mw0wdhimmi e prescriveva la prigione per coloro che non la pagavano fino in fondo.cite-ref-lewis-1984-p-15-19-1[19]
• Alcuni giuristi ritengono che mw4gṣāghirūn voglia dire che la mw4wjizya deve essere riscossa in maniera umiliante
• Altri giuristi, come lo sciita mw5qShaykh al-Ṭūsī, ritengono che mw5gṣāghirūn significhi semplicemente che i dhimmi debbano sottostare alle leggi islamiche.cite-ref-21[21]
• Alcuni hanno inteso che mw7aṣāghirūn significhi che i mw7qdhimmi devono pagare la mw7gjizya in piedi di fronte all'esattore musulmano che resta seduto.cite-ref-22[22]
Hadith
mw9qBernard Lewis cita il mw9gmw9wḥadīth "Chi uccide un uomo che sottostà al patto non fiuterà nemmeno la fragranza del Paradiso" come base per la protezione del mw-aPopolo del Libro. Lewis parlando della condizione degli ebrei sotto il dominio islamico afferma:
«In generale, al popolo ebraico era permesso di praticare la sua religione e di vivere secondo le proprie leggi e le scritture della sua comunità. Inoltre, le restrizioni a cui erano soggetti gli ebrei erano di tipo sociale e simbolico, piuttosto che concreto e pratico. Vale a dire, queste norme servivano a definire il rapporto tra le due comunità, e non ad opprimere la popolazione ebraica.»
Tuttavia, in alcuni paesi musulmani, gli ebrei erano obbligati a svolgere i lavori più umili: in Yemen furono costretti a portare via le carogne e pulire le latrine pubbliche nel giorno del sabato.cite-ref-23[23] Inoltre, Lewis, pur riconoscendo lo status d'inferiorità a cui i mw-wdhimmi erano sottoposti nei territori musulmani, nota che sotto molti aspetti la loro posizione era "molto più facile di quella dei non cristiani o anche dei cristiani eretici nell'Europa medievale".cite-ref-lewis-5-1[5]
Patto di ʿOmar
Il presunto mwaqyPatto di ʿOmar, che sarebbe stato concluso tra il califfo mwaqcʿOmar ibn al-Khaṭṭāb e i cristiani conquistati, sarebbe stata un'altra fonte di regolamento riguardante i mwaqgdhimmi. Il documento enumera gli obblighi e le restrizioni che si dice che i cristiani proposero ai conquistatori musulmani come condizioni di resa. Tuttavia gli mwaqkislamologi occidentali sono per lo più scettici sull'autenticità del Patto, in quanto di norma sono i vincitori, non i vinti, a proporre, o meglio imporre, le condizioni di pace, ed è del tutto improbabile che persone che non parlavano arabo e non sapevano assolutamente nulla dell'Islam potessero redigere quel documento. Addirittura fino a tutta la prima metà dell'VIII secolo il greco fu la mwaqolingua franca burocratica dei territori strappati a mwaqsBisanzio. La migliore storiografia ritiene che il patto di ʿOmar sia stato prodotto da giuristi più tardi e che l'attribuzione al secondo e al venerato califfo rispondesse all'intento di dare maggio autorevolezza alle loro opinioni. Le sorprendenti somiglianze tra il Patto di ʿOmar da una parte e il mwaqwCodice Teodosiano e il mwaq0mwaq4Corpus Iuris Civilis di mwaq8Giustiniano dall'altra, suggeriscono che evidentemente interi passi del Patto di ʿOmar fossero presi in prestito da questi codici da giuristi musulmani successivi. Alcune delle norme del patto rispecchiano provvedimenti per la prima volta introdotti dal califfo mwaraomayyade mwareOmar II ibn 'Abd al-'Aziz o dai primi califfi mwariabbasidi.cite-ref-24[24]
Status dei dhimmi
Status giuridico e sociale
I mwarsdhimmi erano giuridicamente e socialmente inferiori, e la discriminazione era permanente e necessaria, e "inerente al sistema e istituzionalizzata nel diritto e nella pratica", a causa del fatto che ai mwarwdhimmi non era permesso di testimoniare contro un musulmano in un processo. I mwar0dhimmi non erano però soggetti a violenza e crimini nei loro confronti (sebbene in occasioni di pubbliche crisi si assistevano spesso a pogrom nei loro confronti). Ciò nonostante, dal punto di vista economico, non era loro precluso il raggiungimento di una considerevole ricchezza. Proprio per la condizione legale, era quasi impossibile raggiungere una posizione politica.cite-ref-25[25]. Lewis afferma inoltre che il trattamento di fatto dei mwasidhimmi e la realtà sociale della mwasmdhimma erano a volte migliori di quanto statuissero le norme scritte.cite-ref-26[26]
Nel suo famoso trattato sui fondamenti del governo islamico (mwaskAḥkām al-sulṭāniyya), lo studioso iracheno dell'XI secolo mwasoal-Mawardi distingueva due condizioni inerenti alla mwassdhimma: quelle obbligatorie e quelle auspicabili. Le condizioni obbligatorie includevano il divieto di bestemmia contro l'Islam, avere relazioni sessuali o contrarre matrimonio con una musulmana, il proselitismo tra i musulmani e l'aiuto fornito ai nemici dell'Islam. Le condizioni desiderabili includevano invece l'indossare un abbigliamento distinto, il divieto di esporre pubblicamente simboli religiosi della propria fede, il bere vino, il mangiare carne di porco, il suonare le campane, il pregare a voce alta, il seppellire i morti in maniera appariscente, e infine, il cavalcare cavalli e cammelli, ma non scimmie.cite-ref-mawardi161-27-0[27] Queste ultime restrizioni, di natura simbolica, erano intese ad evidenziare l'inferiorità dei mwatadhimmi rispetto ai musulmani.cite-ref-28[28]
Friedmann ritiene che il principio per cui "l'Islam è esaltato, e nulla è esaltato al di sopra di esso" (per dirla con mwatyBukhari) avesse effetti tangibili nella relazione tra musulmani e non musulmani.cite-ref-29[29] Secondo Lewis, per le società islamiche tradizionali "trattare in modo uguale coloro che seguono la vera fede e coloro che volontariamente la rifiutano"cite-ref-30[30] sarebbe stato un'assurdità teologica e logica. Il console americano a Smirne nel primo dopoguerra ebbe ad osservare che un turco governato da un cristiano si sarebbe sentito, secondo le sue parole, come "un americano del Sud degli Stati Uniti comandato da un negro".cite-ref-31[31]
Il trattamento dei mwauqdhimmi, compresa l'osservanza delle restrizioni loro imposte, variava nei luoghi e nelle epoche secondo la benevolenza di coloro che governavano e le circostanze storiche. La mwauudhimma era oppressa nella maniera più feroce in mwauyMarocco nel periodo mwaucalmohade, in cui gli ebrei sottostavano a ciò che Norman Stillman chiama "degradazione ritualizzata",cite-ref-32[32] nonché in mwau0Yemen e mwau4Persia.cite-ref-33[33] Allorché uno Stato musulmano era forte generalmente era anche più tollerante; invece il trattamento dei non musulmani si inasprì quando l'Islam divenne debole e declinante.cite-ref-34[34]cite-ref-stillman109-35-0[35] Nel tempo, il trattamento dei mwavsdhimmi seguiva un andamento ciclico, sicché a periodi più rilassati seguivano repentinamente periodi di zelante inasprimento delle limitazioni.cite-ref-36[36] L'mwawaImpero ottomano al suo apice nei secoli XVI-XVII fu generalmente assai più tollerante del "mwawemalato d'Europa" quale era diventato nel XIX secolo, in pieno declino politico-militare.
Aspetti religiosi
Conversioni all'islam
Il diffondersi della fede musulmana nei primi secoli di dominio islamico avvenne generalmente in seguito a persuasione e convincimento, benché vi furono anche episodi di conversioni forzate. Molti cristiani, ebrei e mwawuzoroastriani si convertirono, anche se vi erano significative differenze nelle percentuali e nei numeri assoluti. La maggioranza degli zoroastriani si convertì rapidamente, quella dei cristiani fu molto più lenta e disomogenea. L'Ebraismo, nonostante fosse più limitato numericamente, sopravvisse ovunque. Lewis spiega che la ragione della rapida conversione degli zoroastriani fu la stretta connessione tra clero zoroastriano e potere politico nell'antico mwawyIran, che oltretutto non possedevano né "lo stimolo di alleati stranieri potenti, come i cristiani, né l'amaro apprendistato alla sopravvivenza degli ebrei". Per i cristiani, il processo di insediamento arabo, conversione all'Islam e mwawcassimilazione alla cultura dominante causò la graduale conversione della maggioranza. Per molti di loro, la transizione alla "mwawgdhimmitudine", con i suoi svantaggi, fu troppo dura. In alcune aree, come il mwawkMaghreb, l'mwawoAsia centrale, e la mwawsPenisola arabica, essi scomparvero. Gli ebrei invece erano da sempre abituati alle avversità: per loro la conquista araba era solo un cambiar padrone. avevano già appreso ad adattarsi e a sopravvivere in condizioni di menomazione politica, sociale ed economica."cite-ref-37[37] La mwaxamwaxeJewish Encyclopedia riporta l'alto tasso di conversione all'Islam di ebrei denunciati nel XII secolo. Kohler e Gottheil concordano con Grätz, che pensa che la ragione fu "la degenerazione che aveva preso possesso dell'Ebraismo orientale, che si manifestava nelle pratiche più superstiziose" nonché dall'"essere scossi dall'enorme successo degli arabi diventati una potenza mondiale". La mwaxiJewish Encyclopedia riporta anche le conversioni di facciata di ebrei all'Islam dopo il 1142 nella mwaxmPenisola iberica in seguito all'ascesa della intollerante dinastia mwaxqberbera degli mwaxuAlmohadi.cite-ref-38[38]
Tolleranza religiosa e conversioni forzate
Da una prospettiva giuridica islamica, il patto di protezione garantiva ai mwaxwdhimmi la libertà di praticare la loro religione e li esonerava dalla conversione forzata. Inoltre i mwax0dhimmi erano utili anche per una serie di fini, soprattutto economici, che erano un altro punto di interesse per i giurisperiti.cite-ref-39[39] Infatti, nei primi secoli che seguirono l'espansione islamica, le conversioni forzate non erano la regola. In seguito, i governanti ruppero occasionalmente il patto e i mwayidhimmi furono forzati a scegliere tra l'Islam e la morte. Conversioni forzate si verificarono soprattutto nel mwaymMaghreb, in particolare sotto gli mwayqAlmohadi, una dinastia militante dalle aspirazioni messianiche, e in mwayuPersia, dove gli mwayysciiti erano tradizionalmente meno tolleranti.cite-ref-40[40]
Nel XII secolo, gli mwaywAlmohadi uccisero o convertirono con la forza ebrei e cristiani in mway0al-Andalus e in mway4Maghreb, così ponendo fine all'esistenza delle comunità cristiane in mway8Nordafrica, ad eccezione dell'mwazaEgitto, estraneo al loro dominio.cite-ref-41[41]cite-ref-batyeor88-42-0[42] Nel tentativo di sopravvivere sotto gli Almohadi, numerosi ebrei presero a praticare esteriormente l'Islam, pur rimanendo intimamente fedeli all'mwazkEbraismo. Ritornarono apertamente ebrei al termine delle persecuzioni almohadi.cite-ref-43[43] Nel massacro di mwaz4Cordova del mwaz81148, il filosofo, teologo e medico ebreo mwaaaMaimonide si salvò convertendosi all'Islam. Trasferitosi in mwaaeEgitto, un mwaaiqadi suo amico e paziente dichiarò invalida la conversione,cite-ref-44[44] perché con ogni evidenza carente di mwaacniyya (retta intenzione). Ne risultò che, a causa delle persecuzioni almohadi e di successive persecuzioni in Marocco, molte tribù musulmane dell'mwaagAtlante, ma anche molte famiglie di mwaakFez, sverssero origine ebraica.cite-ref-batyeor88-42-1[42] Dopo le prime grandi ondate di conquista, l'atteggiamento degli mwaa4Almohadi divenne meno intransigente. Molte sinagoghe precedentemente distrutte, chiuse o convertite in moschee vennero ricostruite o riaperte, molte famiglie convertite con la forza all'Islam vennero autorizzate a riconvertirsi al Giudaismo, alcune anche dopo due o tre generazioni.
Vale la pena di ricordare alcuni episodi accaduti in mwabaPersia. All'inizio del XVIII secolo il "clero" sciita (cioè i mwabemullah) tentò di convertire forzatamente tutti i mwabidhimmi, ma non ebbe successo. Nel 1830, tutti i 2.500 ebrei di mwabmShiraz furono convertiti con la forza.cite-ref-littman4-45-0[45] Nel 1839, gli ebrei di mwabgMashhad furono massacrati e i sopravvissuti convertiti con la forza.cite-ref-46[46]
Gli Almohadi e le autorità yemenite praticavano conversioni forzate di bambini. Ye'or e Parfitt credono che questa pratica si basasse sulla credenza islamica che ogni bambino nascesse naturalmente musulmano.cite-ref-47[47] Sospettando della sincerità degli ebrei convertiti all'Islam con la violenza, gli Almohadi strappavano i bambini ebrei dalle loro famiglie e li crescevano come musulmani.cite-ref-batyeor61-48-0[48]
Decine di migliaia di armeni furono costretti con la forza a convertirsi all'islamismo durante i massacri hamidiani del 1894-96, e durante il genocidio del 1915-16.
Restrizioni al culto
Benché i mwadedhimmi fossero autorizzati a officiare i loro riti religiosi, essi erano obbligati a farlo in maniera non evidente ai musulmani. L'esposizione di simboli religiosi non musulmani come croci o icone era proibita su edifici e nell'abbigliamento, a meno che non si trattasse di abbigliamento distintivo obbligatorio dei mwadidhimmi. Le preghiere ad alta voce, il suono delle campane e dello mwadmshofar erano vietati.cite-ref-49[49] Stando a un mwadgmwadkḥadīth di Maometto "la campana è lo strumento di Satana" (mwadoṢaḥīḥ di mwadsMuslim, 24, 5279). Tale mwadwḥadīth in realtà si riferisce alla musica in generale, non solo alle campane.cite-ref-50[50]
I mwaeidhimmi avevano il diritto di scegliersi i capi religiosi: i cristiani i mwaempatriarchi, gli ebrei gli mwaeqesilarchi e i mwaeugaonim. Però la scelta della comunità era subordinata all'approvazione delle autorità musulmane, che talvolta bloccavano i candidati o prendevano partito per chi "offriva di più".cite-ref-51[51]
Ai mwaesdhimmi era strettamente proibita qualsivoglia forma di mwaewproselitismo a rischio di morte. Né era loro concesso di ostacolare in alcun modo il diffondersi dell'Islam. Altre restrizioni includevano la proibizione di pubblicare o vendere di letteratura non musulmana e il divieto di insegnare il mwae0Corano.
I mwae8dhimmi dovevano seppellire i propri morti senza lamentazioni o preghiere vistose.
Lo storico Mark R. Cohen afferma che:
«Gli ebrei sotto il dominio islamico subirono meno violenza fisica rispetto agli ebrei sotto l'autorità cristiana occidentale.»
((EN) Cohen, Mark R., 1943- sur authorities.loc.gov/ (Library of Congress Authorities))
Cohen ritiene che una possibile ragione di questo potrebbe essere che l'Islam, a differenza del Cristianesimo, non ha bisogno di stabilire un'identità separata dal Giudaismo. Egli afferma anche che gli ebrei erano considerati meno minacciosi per i musulmani che dai cristiani durante il periodo medievale. Tuttavia, lo storico George Bensoussan nel suo saggio "Gli ebrei del mondo arabo" riporta numerosi casi di aggressioni e violenze avvenute contro gli ebrei nei Paesi Arabi dovuti al fatto che l'emancipazione degli ebrei veniva percepita come "un evento inconcepibile per l’immaginario di un mondo in cui la sottomissione dell’ebreo aveva finito per costituire una pietra angolare".cite-ref-52[52]
Luoghi di culto
In base alla Legge islamica, il permesso per i mwafkdhimmi di conservare i luoghi di culto e di costruirne di nuovi dipendeva dalle circostanze in cui il territorio era stato conquistato.
La giurisprudenza non era unanime quanto al permesso di riparare chiese e sinagoghe. Il "Patto di Omar" obbliga i mwafsdhimmi a non restaurare, di notte o di giorno, alcun luogo di culto che sia caduto in rovina", e mwafwIbn Kathir si dichiarava d'accordo.cite-ref-53[53] Nella stessa epoca, mwageal-Mawardi scriveva che i mwagidhimmi possono "ricostruire gli antichi templi e le antiche chiese malandati"".cite-ref-54[54] La possibilità da parte delle comunità mwagcdhimmi sia di costruire mwaggex novo dei luoghi di culto sia di riparare chiese e sinagoghe dipendeva dal tipo di relazione che intrattenevano con l'autorità musulmana locale e dalla possibilità di corrompere.cite-ref-batyeor8385-55-0[55] Secondo il giurisperito mwag0al-Nawawi, di scuola mwag4shafi'ita, i mwag8dhimmi non potevano usare chiese e sinagoghe se il territorio era stato conquistato con la forza. In queste terre, nelle città fondate dopo la conquista e laddove gli abitanti si erano volontariamente convertiti in massa, la legge islamica non consentiva ai mwahadhimmi di costruire nuove chiese e sinagoghe, né di espandere o di riparare quelle esistenti, nemmeno in caso di rovina.
Se una nazione capitolava, secondo al-Nawawi ai mwahidhimmi era permesso di costruire nuovi luoghi di culto solo se il trattato di capitolazione stabiliva che i mwahmdhimmi restavano padroni della nazione. In osservanza di questo divieto i califfi mwahqabbasidi mwahual-Mahdi, mwahyHārūn al-Rashīd e mwahcal-Mutawakkil ordinarono la distruzione nei loro domini di tutte le chiese e sinagoghe costruite dopo la conquista islamica. Nell'XI secolo, l'mwahgImam mwahkfatimide, mwahoal-Hakim bi-Amr Allah supervisionò la demolizione di varie chiese e sinagoghe in Egitto e in Siria, compresa la mwahsBasilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Al-Ḥākim concesse tuttavia in seguito la ricostruzione degli edifici distrutti.cite-ref-batyeor8385-55-1[55]
Ciononostante, i mwaiedhimmi qualche volta si arrangiavano ad ampliare chiese e sinagoghe, e perfino a costruirne di nuove, anche se al prezzo di corrompere i burocrati locali, pur di ottenere i permessi.cite-ref-56[56] Allorché i luoghi di culto venivano costruiti in città fondate dopo la conquista, i giurisperiti musulmani di solito giustificavano le infrazioni alla Legge islamica affermando che le chiese e le sinagoghe in questione esistevano già negli insediamenti precedenti. Tale logica fu applicata a mwaiyBaghdad, costruita sul luogo di un omonimo borgo persiano, e in altre città.cite-ref-57[57]
Blasfemia
La mwai0blasfemia era severamente punita sia dai musulmani che dai mwai4dhimmi. La blasfemia comprendeva la diffamazione dei testi sacri musulmani, la negazione della profeticità di Maometto, e riferimenti irrispettosi nei confronti dell'Islam. Studiosi di scuola mwai8hanbalita e mwajamalikita, ma anche gli mwajesciiti, prescrivono la pena di morte in caso di blasfemia, mentre gli mwajihanafiti e in alcuni casi gli mwajmshafi'iti difendono la frusta e la prigione per i casi isolati, e riservano la pena di morte solo a coloro che offendono pubblicamente e abitualmente.cite-ref-58[58] Al-Mawārdī tratta la blasfemia come un delitto capitale.cite-ref-mawardi161-27-1[27]
Molti mwaj0dhimmi furono uccisi con l'accusa di avere insultato l'Islam.cite-ref-59[59] Se taluni cercarono deliberatamente il martirio, talvolta anche in forma non isolata o sporadica come nel caso dei mwakimartiri di Cordovacite-ref-60[60], molti blasfemi erano folli o ubriachi. Non di rado l'accusa di blasfemia era fatta per motivi politici o per vendetta personale, e la paura di essere accusati di blasfemia fu un potente fattore di comportamento pauroso e sussiegoso dei mwakcdhimmi nei riguardi dei musulmani.cite-ref-61[61] Come scrive mwakwEdward William Lane visitando l'Egitto: "Gli ebrei non osano nemmeno aprire bocca quando vengono insultati dall'ultimo degli arabi o dei turchi; questo perché molti ebrei sono stati mandati a morte dietro l'accusa falsa e maliziosa di aver pronunciato parole irrispettose nei confronti del Corano e del Profeta".cite-ref-62[62] Le accuse di blasfemia provocavano atti di violenza contro intere comunità mwaledhimmi, come avvenne a mwaliTunisi nel 1876, a mwalmHamadan nello stesso anno, ad mwalqAleppo nel 1889, a mwaluSulaymaniyya e a mwalyTeheran nel 1895, o a mwalcMosul nel 1911.cite-ref-63[63]
Tassazione
I mwal4dhimmi erano sottoposti al pagamento di tasse in favore dei musulmani - il requisito centrale della mwal8dhimma in quanto tale. La mwamaSūra 9:29 stabilisce che la condizione per la cessazione del mwamemwamijihād sia l'esazione della mwammjizya ai non musulmani. La mancanza di detto pagamento farebbe venir meno il patto di protezione della proprietà e della vita del mwamqdhimmi, che affronterebbe in tal caso le alternative della conversione, della schiavitù o della morte (o della prigione secondo mwamuAbū Yūsuf, mwamymwamcqāḍī del mwamgcaliffo mwamkabbaside mwamoHārūn al-Rashīd).cite-ref-lewis1415-64-0[64]
La tassazione era nella prospettiva del mwanadhimmi "una concreta continuazione delle tasse pagate sotto i precedenti regimi" e dal punto di vista del conquistatore musulmano era la prova materiale della soggezione del mwanedhimmi.cite-ref-65[65] Afferma Lewis che pare che il passaggio dal dominio bizantino a quello arabo fu benvenuto da molti mwanydhimmi che trovarono il nuovo giogo molto più leggero, non solo quanto a tassazione. Perfino alcuni cristiani mwancmonofisiti e mwangnestoriani di Siria e mwankmonofisiti d'Egitto preferirono il dominio islamico a quello mwanomelchita bizantino.cite-ref-66[66] Le cronache dell'epoca riferiscono, però, che nell'VIII secolo, dall'Egitto alla Mesopotamia armena, le popolazioni fuggirono in massa dai villaggi a causa della rapacità del fisco degli Arabi.cite-ref-67[67] Non sempre, infatti, i Cristiani Orientali accolsero con favore il dominio arabo, come provano diversi scritti dell’epoca che descrivono l’invasione islamica come un flagello voluto da Dio per punirli dei loro peccati e si esprime quindi la speranza che questa possa presto avere fine.cite-ref-68[68]
L'importanza dei mwaogdhimmi come fonte di profitto per la comunità musulmana è illuminata in una lettera attribuita a mwaokʿUmar I e citata da Abū Yūsuf: "Se conquistiamo i mwaoodhimmi e li disperdiamo, che cosa resterà per i musulmani che verranno dopo di noi? Per Dio, i musulmani non troverebbero nessuno con cui parlare e dalle cui fatiche trarre profitto."cite-ref-69[69] Le due tasse principali imposte ai mwao8dhimmi erano la mwapamwapejizya, un mwapitestatico, e il mwapmmwapqkharāj, un'imposta di tipo fondiario. Le prime cronache usano indifferentemente i due termini. Solo più tardi il mwapukharāj emergerà come tributo in capo al possessore di fondo agricolo quale che sia la religione che professa.cite-ref-70[70]
Lewis racconta che in un importante antico resoconto di mwapsmwapwmadhhab mwap0malikita, il mwap4Muwaṭṭaʾ, riporta che la mwaqajizya era richiesta solo ai maschi adulti, in quanto essi soli avevano perso il diritto alla vita in quanto sconfitti, che i mwaqedhimmi erano dispensati dalla mwaqimwaqmzakāt, e che ai mwaqqdhimmi in viaggio per affari venivano prelevate tasse aggiuntive (mwaquMuwaṭṭaʾ, XVII, 24,46)
Lo studioso dell'VIII secolo. Abū ʿUbayd consigliava di non sovraccaricare i mwaqgdhimmi oltre le loro possibilità e di non provocare loro sofferenze.cite-ref-lewis1415-64-1[64] mwaq0Al-Nawawī, invece era di altro avviso, e richiese che "paga[ssero] la tassa mwaq4pro capite anche i moribondi, gli anziani... i ciechi, i monaci, i lavoratori, e i poveri inabili al lavoro." Questo avviso fu spesso praticato, tant'è che fonti non musulmane coeve testimoniano la tassazione di morti, vedove e orfani. Al-Nawawī richiede che le imposte non corrisposte restino addebitate al mwaq8dhimmi finché costui non abbia colmato l'insolvenza.cite-ref-batyeor6971-71-0[71] Nell'mwarqImpero ottomano i mwarudhimmi dovevano sempre recare con sé una ricevuta che certificava il pagamento della mwaryjizya, sotto pena di arresto. Le norme doganali ottomane prevedevano, inoltre, tre tipi di dazi diversi stabiliti non in base alla mercanzia, ma alla religione del mercante: la tariffa più bassa era prevista per i musulmani, quella intermedia per i dhimmi e quella massima per gli "harbì", ovvero le persone che provenivano dalla Casa della Guerra.cite-ref-72[72] I sudditi cristiani che lavoravano come rematori nella flotta ottomana ricevevano uno stipendio inferiore rispetto a quello dei loro collegghi musulmani.cite-ref-73[73]
Benché generalmente i mwasedhimmi dovessero pagare tasse più alte, Lewis nota che ci sono differenti vedute su quanto ampio fosse l'aggravio.cite-ref-lewis1415-64-2[64] Secondo Stillman "la mwasyjizya e il mwasckharāj erano un fardello opprimente per i contadini non musulmani che a malapena sbarcavano il lunario in una agricoltura di sussistenza."cite-ref-74[74] In ultima analisi la tassazione addizionale fu un fattore critico che spinse molti mwaswdhimmi ad accettare l'Islam.cite-ref-75[75]
Aspetti giuridici
Tribunali islamici e tribunali dhimmi
Ai dhimmi era concesso di valersi di tribunali che seguivano propri sistemi legali, nei casi in cui non venissero coinvolti altri gruppi religiosi, non si trattasse di delitti capitali o di minacce all'ordine pubblico. Tuttavia nel tardo mwatqImpero ottomano (XVIII-XIX secolo) i dhimmi ricorsero spesso i tribunali islamici. Non solo quando la loro presenza era obbligatoria (ad esempio quand'erano citati in giudizio da musulmani) ma anche per registrare transazioni di diritto privato e commerciale interne alla propria comunità. Si agiva in giudizio nei confronti di musulmani, e di altri dhimmi, anche nel caso di liti intrafamiliari. Si trattava di matrimoni, divorzi, eredità, che venivano decisi in base alla shari'a. I giuramenti prestati dai dhimmi a volte erano gli stessi di quelli dei musulmani, altre volte erano adattati alle diverse credenze.cite-ref-al-qattan-1999-76-0[76]
Divieto di testimonianza
Nei casi che ponevano di fronte un musulmano e un dhimmi, la parola dei testimoni musulmani praticamente non lasciava scampo ai dhimmi. Secondo i giurisperiti mwatshanafiti la testimonianza e il giuramento di un dhimmi non valevano contro i musulmani.cite-ref-al-qattan-1999-76-1[76] Al contrario, i musulmani potevano testimoniare contro i dhimmi.cite-ref-77[77] Questa menomazione giuridica poneva i dhimmi in una posizione precaria in cui essi non potevano difendersi contro le false accuse perpetrate da un musulmano, a meno che non producessero dei testimoni musulmani loro favorevoli, oppure corrompessero il mwauqqadi. Bat Ye'or ritiene che, oltre ad alimentare la corruzione, il divieto di testimoniare di un non musulmano approfondì la frattura tra le comunità, in quanto i dhimmi cercarono di ridurre la conflittualità latente limitando il contatto coi musulmani.cite-ref-78[78]
Pena in caso di omicidio di un dhimmi
Nel caso in cui un musulmano uccidesse un dhimmi, tutte le scuole di mwausgiurisprudenza islamica, tranne la mwauwhanafita stabilivano come massima pena il pagamento di una ammenda monetaria. Non era possibile alcuna condanna a morte. Per i mwau0malikiti e gli mwau4hanbaliti la vita di un dhimmi valeva la metà di quella di un musulmano. Per gli mwau8shafi'iti, cristiani ed ebrei valevano un terzo, gli zoroastriani appena un quindicesimo. Invece gli mwavahanafiti, maggioranza tra i sunniti, ritengono che l'omicidio di un mwavedhimmi debba essere punito con la morte, citando a proposito un mwavimwavmḥadīth in cui Maometto ordinò di giustiziare un musulmano che aveva ucciso un mwavqdhimmi.cite-ref-79[79] Nella Casa dell'Islam, un musulmano che uccideva un dhimmi non veniva giustiziato, ma doveva pagare un risarcimento ai parenti della vittima: la compensazione da versare era inferiore se la persona assassinata non era musulmana, ed era ulteriormente inferiore se quest'ultima era una donna.cite-ref-80[80]
Nel 1919, in seguito alle proteste per il processo e la condanna a morte di uno dei responsabili del mwawugenocidio armeno, il mwawymwawcForeign Office commentò: "Non c'è un turco su mille che riesca a concepire che si possa meritare l'impiccagione per aver ucciso dei cristiani".cite-ref-82[82]
Eredità
La regola generale della legge islamica è che la differenza di religione è di ostacolo all'eredità: né i dhimmi possono ereditare dai musulmani, né l'inverso. Per alcuni giuristi però i musulmani possono ereditare dai dhimmi, mentre il contrario non vale. Alcuni studiosi mwaw4sciiti giunsero a sostenere che se un dhimmi muore lasciando erede anche un solo musulmano, l'intero patrimonio passa all'erede musulmano a scapito degli eventuali eredi dhimmi. Questa norma fu fonte di frequenti lamentele da parte degli ebrei persiani.cite-ref-83[83]
Sicurezza personale
In base al Patto di ʿOmar i mwaxydhimmi non avevano il diritto di portare alcun tipo di armi. Le poche eccezioni furono talune tribù ebraiche sull'mwaxcAtlante e in mwaxgAsia Centrale.cite-ref-84[84] Ciò nonostante alcuni giurisperiti concessero di usare un mwax0dhimmi come soldato ausiliario "come si usa un cane".cite-ref-85[85] Nelle regioni di confine i dhimmi venivano a volte reclutati per operazioni militari. In questi casi erano esentati dalla mwayijizya di quell'annata;cite-ref-86[86] Non partecipavano alla spartizione del bottino, ma ricevevano solo uno stipendio pattuito.cite-ref-87[87]
Essendo proibito portare armi, i non musulmani si affidavano alle autorità musulmane per la sicurezza personale. Di norma queste autorità facevano in modo di proteggere i mwaywdhimmi dalla violenza, ma la protezione in occasioni di pubblici disordini non di rado venne meno.cite-ref-lewis36-88-0[88] Nel mwazeMaghreb, nei periodi di interregno e di instabilità, i quartieri ebraici venivano saccheggiati e gli abitanti massacrati o rapiti per ottenere riscatto.cite-ref-batyeor61-48-1[48]
Esplosioni di violenza contro i mwazcdhimmi, compresi massacri ed espulsioni, si intensificarono nel tardo XVII secolo. Nel 1790 gli ebrei di mwazgTétouan furono massacrati, quelli di mwazkBaghdad nel 1828. Nella metà del XIX secolo la Persia fu spazzata da un'ondata di violenza e conversioni forzate: nel 1834 furono massacrati gli ebrei di mwazoSafed, nel 1839 quelli di mwazsMashhad, nel 1867 quelli di Bārfurūsh (attualmente Bābul, nel mwaz0Māzandarān). Altri scontri occorsero in mwaz4Marocco, mwaz8Algeria, mwa0aTunisia, mwa0eTripolitania e in altri luoghi del Medio Oriente.cite-ref-89[89] Nel luglio 1860 a mwa0yDamasco furono uccisi dai mwa0cDrusi da 3.000 a 5.000 cristiani e l'eccidio finì solo grazie all'intervento personale dell'mwa0gEmiro mwa0kʿAbd al-Qādir b. Muḥyi al-Dīn al-Ḥasanī (ricordato semplicemente col generico nome di Abd el-Kader), allora in esilio nella città siriana per volere francese.cite-ref-90[90] Nell'mwa04Iraq, specie nell'area di mwa08Mosul, ebrei e cristiani vivevano in uno stato di costante insicurezza.cite-ref-91[91] Interi quartieri ebraici furono distrutti nel 1912 a mwa1qFez, e non più tardi del 1948 a mwa1uṢanʿāʾ.cite-ref-batyeor61-48-2[48]
Riduzione in schiavitù
La legge e i costumi islamici vietavano la riduzione in schiavitù di mwa1wdhimmi liberi entro i territori musulmani.cite-ref-92[92] Un'eccezione fu l'asservimento di giovani mwa2edhimmi per l'esercito di schiavi del dominatore. La pratica risale agli mwa2iabbasidi, che reclutavano tali schiavi guerrieri principalmente dai mwa2mpopoli turcofoni non musulmani, e fu reiterata più tardi dagli mwa2qAyyubidi che, comperando schiavi provenienti dalla stesse euro-asiatiche, consentiranno loro malgrado l'affermazione della dinastia mwa2usultanali mwa2ymamelucche.cite-ref-93[93] Gli mwa2sOttomani praticavano un sistema simile, conosciuto con il nome di mwa2wdevşirme, che consisteva nello schiavizzare ogni anno giovani dalle popolazioni cristiane dei province balcaniche, convertendole tuttavia all'Islam, destinate al corpo dmwa20'mwa24élite dei mwa28Giannizzeri.
La Dhimma nel mondo moderno
Lo status di mwa3mdhimmi "fu a lungo accettato con rassegnazione dai cristiani e con gratitudine dagli ebrei" ma questo stato di cose cessò dopo l'ascesa degli mwa3qStati nazionali cristiani e dopo che le idee egualitarie e liberali della mwa3uRivoluzione francese si diffusero tra i mwa3ydhimmi.cite-ref-94[94] I musulmani invece si opposero all'abolizione delle leggi che discriminavano i mwa3sdhimmi, ma le insistenti e crescenti pressioni delle potenze europee, come pure le pressioni dei riformatori musulmani, rilassarono gradualmente le discriminazioni.cite-ref-95[95]
L'efficacia delle leggi della mwa4edhimma rimase diffusa nel mondo musulmano fino alla metà del XIX secolo, quando l'mwa4iImpero ottomano fu costretto dalle potenze europee ad attenuare molte delle restrizioni che gravavano sugli autoctoni non musulmani.cite-ref-96[96] Le riforme facevano parte movimento modernizzatore delle mwa4cmwa4gTanzimat (Riforme), che iniziò nel 1839 con l'ascesa al trono del mwa4kSultano mwa4oAbdul Mejid I.cite-ref-97[97]
Un editto emanato il 3 novembre 1839, proclamò la parziale uguaglianza dei sudditi senza riguardo alla religione. Questa storica novità era motivata in parte dal desiderio di ottenere il sostegno dell'mwa5aImpero britannico in caso di conflitto contro l'mwa5eEgitto mwa5ide facto indipendente dalla mwa5mSublime porta.cite-ref-98[98]
Il 18 febbraio 1856 fu emanato un editto, basato sul precedente, e dietro le pressioni degli ambasciatori di mwa5kGran Bretagna, mwa5oFrancia (paesi alleati degli Ottomani nella mwa5sGuerra di Crimea) e mwa5wAustria. L'editto proclamava ancora il principio di uguaglianza tra musulmani e non musulmani, e introduceva molte riforme specifiche a tal fine. Ad esempio la mwa50jizya venne abolita e ai non musulmani fu permesso l'arruolamento nell'esercito.cite-ref-99[99]cite-ref-100[100]cite-ref-101[101] Tuttavia, ancora nel 1909, il viceconsole inglese a Mosul ebbe a notare: "L'atteggiamento dei musulmani verso i cristiani e gli ebrei (...) è quello del padrone verso gli schiavi, che egli tratta con una certa signorile tolleranza finché stanno al loro posto. Ogni segno di pretesa parità viene prontamente soffocato".cite-ref-102[102]
Nel corso della mwa68prima guerra mondiale le minoranze cristiane greche, armene e assire furono perseguitate nell'Impero Ottomano sin dal 1914 con deportazioni di massa, pulizia etnica, espulsioni dai territori e dalle città dove essi erano in forte minoranza o in maggioranza civile non armata, soprattutto in mwa7aAnatolia. Nel 1915 l'ambasciatore americano a mwa7eCostantinopoli, Henry Morgenthau, Sr., scrisse che 350.000 mwa7marmeni erano stati uccisi o lasciati morire di stenti. Le cifre più attendibili sul mwa7qGenocidio Armeno ammontano oggi tra il milione e i due milioni di vittime, oltre a 1 milione di vittime greche e mezzo milione/un milione di cristiani mwa7uAssiri che vivevano nell'odierna mwa7yTurchia orientale, nelle valli del mwa7cKurdistan, in mwa7gSiria e nell'Alta e Media mwa7kMesopotamia.
È tuttora vigente nella maggior parte del mondo islamico il divieto per i musulmani di apostasia e per i non musulmani di fare proselitismo, inoltre nonostante siano negli Stati islamici (ad eccezione dell'Arabia Saudita) presenti chiese e luoghi di culto non islamici, rimane piuttosto problematico (se non impossibile) che le minoranze religiose ricevano l'autorizzazione per edificarne di nuovi.
I cristiani assiri o mwa7wsiriaci del circondario di Dora (Dawra) presso mwa74Baghdad sono tutt'oggi obbligati a pagare la mwa78jizya.cite-ref-103[103]. Lo mwa8qStato Islamico dell'Iraq e della Siria ha ripristinato la condizione di dhimmi per i non musulmani, ispirandosi in questo all'esempio del Profeta Maometto e dei primi Califfi. L'Arabia Saudita, basandosi sulle stesse fonti, non ammette il diritto di cittadinanza a persone che non siano di religione musulmana.
Gli studiosi contemporanei e i dhimmi
• L'mwa8kAyatollah Khomeini nel libro "Sul Governo islamico" indica senza equivoci che i non-musulmani devono obbligatoriamente pagare la mwa8ojizya in cambio della protezione e dell'assistenza dello Stato; comunque vanno esclusi da ogni partecipazione politica.cite-ref-104[104] mwa88Bernard Lewis ricorda che l'accusa principale di Khomeini contro lo mwa9aScià era la possibilità teorica, in base al diritto allora vigente in mwa9eIran, per i non-musulmani d'esercitare l'autorità politica o giuridica sui musulmani.cite-ref-105[105]
• ʿAllāma Ṭabāṭabāʾī, eminente studioso mwa9gsciita contemporaneo, nel commento di un mwa9kmwa9oḥadīth, dove si afferma che il versetto coranico 9:29 abbia abrogato altri versetti invocanti un comportamento benevolo verso i mwa9sdhimmi, dichiara che l'abrogazione è da intendersi o in senso terminologico o in senso letterale. Nel primo caso, i musulmani si devono comportare nei confronti dei mwa9wdhimmi in maniera eminentemente benevola ed educatacite-ref-106[106].
• Javed Ahmed Ghamidi scrive nel suo mwa-mMīzān che certe norme coraniche erano specificate, al di là di altre, solo contro popoli contemporanei a Maometto coinvolti nelle guerre di conquista. Esse richiedevano sottomissione all'mwa-uIslam ai mwa-ypoliteisti dell'Arabia come condizione per l'esonero, e agli altri richiedevano la 'jizya' e la sottomissione all'autorità politica dei musulmani per evitare la condanna a morte e come compenso per la protezione militare. Perciò, dopo il Profeta e i suoi mwa-cCompagni, non esisterebbe alcun obbligo per i musulmani di intraprendere guerra per propagare e consolidare l'Islam.cite-ref-107[107]cite-ref-108[108]
• Il giurista sciita, il Grande mwa-eAyatollah Nasser Makarem Shirazi, stabilisce nella mwa-iselezione del Tafsir Nemooneh che la principale filosofia della mwa-mjizya è che essa è il solo aiuto finanziario per quei musulmani che hanno l'incarico di garantire la salvaguardia della sicurezza dello Stato e delle vite e delle proprietà dei mwa-qdhimmi nell'interesse di questi ultimi.cite-ref-109[109]
Note
cite-note-11. ↑ mwa-8(mwbaamwbaeEN) mwbaiClinton Bennett, mwbammwbaqMuslims and Modernity: An Introduction to the Issues and Debates, Continuum International Publishing Group, 2005, p.mwbau 163, mwbayISBNmwbac 082645481X. mwbakURL consultato il 7 luglio 2012.
cite-note-22. ↑ Per il quale si può vedere la versione di Ṭurṭūshī (mwba4Sirāj al-mulūk) su: mwba8Internet Islamic History Sourcebook.
cite-note-33. ↑ Lemma «mwbbmSukayna bint al-Husayn» (A. Arazi, mwbbqUniversità Ebraica di Gerusalemme), in: mwbbumwbbyEI², Leyda-Parigi, 1960-2004.
cite-note-44. ↑ Kh. ‘Athamina, "Non-Arab Regiments and Private Militias during the Umayyād Period", in: mwbboArabica, 4/XLV (1998), pp. 347-378.
cite-note-66. ↑ Cohen (1995) p. xvii
cite-note-77. ↑ Lewis (1984) p. 32–33
cite-note-88. ↑ Bat Ye'or (1985), p. 68.
cite-note-99. ↑ Bat Ye'or (2003), p. 111; Lewis (1984), pp. 18–19; Stillman (1979), p. 26; Goddard (2000), p. 47
cite-note-1010. ↑ Bernard Lewis ricorda che un cristiano poteva sposare un'israelita ma che non era consentito a una cristiana sposare un israelita, a rischio di subire una condanna a morte. Lewis (1984), p. 27
cite-note-1111. ↑ Bat Ye'or (2002), pp. 111–113
cite-note-verse929use-1212. ↑ Al-Mawardi (2000), p. 158; Bat Ye'or (2202), p. 51; Lewis (1984), p. 14
cite-note-131. mwbd8Corano, IX.29. Wehr (1976), p. 515, 516.
cite-note-wehr1976-515-1414. ↑ Wehr (1976), p. 515, 516
cite-note-1515. ↑ Sūra IX, detta al-Tawba (Pentimento) o al-Barāʾa (Immunità).
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Voci correlate
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